Viaggiare per ritrovare il benessere interiore
Viaggiare rappresenta sempre di più un modo per rigenerarsi fisicamente e mentalmente, per ritrovare l'equilibrio interiore e per riconnettersi a se stessi.
Allontanarsi dalla vita frenetica di tutti i giorni, interrompere la routine quotidiana fatta di doveri e scadenze, rallentare in un mondo che corre veloce, prendersi il tempo per passeggiare, per immergersi nella natura e visitare luoghi nuovi permette di passare dalla modalità del fare alla modalità dell'essere e di spostare l'attenzione verso se stessi, dando priorità al proprio benessere psicofisico (se vuoi scoprire come passare dalla modalità del fare alla modalità dell'essere, leggi il post che ho scritto nel mio blog, clicca sul link https://www.agape-ilritornoallamadreterra.it/2024/11/essere-per-vivere-nel-momento-presente.html).
Per me il viaggio è una sorta di terapia che mi permette ogni volta di riprendere contatto con me stessa, di rallentare quando sto andando troppo veloce, di ascoltarmi quando sono troppo concentrata sui bisogni degli altri, di ritrovare la strada quando mi sento smarrita e di trovare risposte quando ho dubbi su cosa fare.
Per me è stato utile integrare il viaggio nella mia vita per guarire le mie ferite, per superare i miei limiti, per ritrovare la gioia quando l'ho perduta, e per riprendere contatto con le mie emozioni, al fine di rigenerarmi e ritornare alla mia esistenza ricaricata e pronta a riprendere la routine o a porre in essere i cambiamenti necessari.
Cosa significa viaggiare davvero?
Il mio concetto di viaggio non è quello classico della vacanza in un villaggio turistico dove è già tutto organizzato e dove io mi devo limitare ad alzarmi dal letto al mattino e fare ciò che il programma deciso da qualcun altro ha in serbo per me.
No, ogni dettaglio del viaggio è deciso da me, il programma da seguire è il mio! Il viaggio per me inizia già molto prima, ovvero nel momento in cui devo scegliere dove andare.
La scelta è la parte per me più emozionante, cercare una destinazione, un posto nuovo da visitare, scegliere le diverse tappe del viaggio, creare quindi un itinerario mi restituisce già la gioia. E' divertente, entusiasmante e creativo, perché per creare il mio itinerario devo fare delle ricerche, leggere le informazioni che trovo sui luoghi che desidero visitare, decidere dove soggiornare, scegliere la struttura o le strutture che mi ospiteranno e così via.
Quando disegniamo il nostro viaggio, che sia dietro casa o lontano da casa poco importa, diventiamo creativi, stimoliamo il nostro potere di visione, immaginiamo i luoghi che visiteremo e ci lasciamo invadere da un senso di gioia e di felicità pregustando già tutto ciò che faremo, inoltre mettiamo alla prova la nostra determinazione e le nostre capacità organizzative ponendoci un obiettivo e prendendoci la responsabilità di raggiungere quell'obiettivo che è per l'appunto rendere il nostro viaggio un'esperienza indimenticabile.
Quando viaggiamo, cambiamo il nostro scenario, tutto diventa allora più bello e ciò crea una sorta di effetto domino sull'umore, diventiamo più curiosi, desideriamo visitare ciò che ci circonda, abbiamo sete di conoscenza, desideriamo entrare in contatto con la cultura e le persone del posto, imparare la lingua del posto e mangiare le specialità del posto. Diventiamo allora più felici, più leggeri e spensierati, e un senso di profonda serenità e di profondo benessere invade tutto il nostro corpo. La nostra energia vitale scorre liberamente, ogni cellula del nostro corpo si rigenera, grazie alla felicità che proviamo, e la guarigione ha luogo.
E se anche ci capita qualche imprevisto o qualche cambio di programma poco importa, lo affrontiamo con serenità e con calma e non con il senso di frustrazione e stress che normalmente ci caratterizza nella vita quotidiana. Questo succede perché in viaggio cambiamo modalità , mentre nella vita quotidiana pretendiamo che tutto vada come programmato, che non ci siano imprevisti che ci rallentino, in viaggio anche se succede qualcosa che ci costringe a riprogrammare o a cambiare l'itinerario o a rallentare non importa, perché siamo più leggeri e rilassati, la nostra mente è più reattiva e rivolta a trovare soluzioni anziché rimanere concentrata solo sui problemi.
In pratica, viaggiare ci porta fuori dalla nostra zona di comfort, ci porta a vivere fuori dalla solita routine e ad abbandonare le certezze: questo è il primo passo verso il cambiamento. Ogni volta che viaggiamo qualcosa cambia dentro di noi, cambia la nostra visione della vita, lasciamo andare delle credenze limitanti che ci sono state trasmesse dalla famiglia o dalla società , ci apriamo al diverso e scopriamo che il diverso non è né cattivo né pericoloso, ma semplicemente differente da ciò che conosciamo.
Quando viaggiamo, se diventiamo degli osservatori attenti, abbiamo la possibilità di fare delle esperienze autentiche, di aprirci agli altri con amore, di vivere secondo usanze a noi sconosciute, di apprendere nuove abitudini e di apprendere degli insegnamenti importanti che possono migliorare e a volte addirittura spingerci a cambiare la nostra vita.
Il viaggio non serve a fuggire dalla realtà ma a darci l'opportunità di apprendere nuovi strumenti che possiamo utilizzare nella nostra quotidianità per ritrovare un benessere psicofisico che duri nel tempo e per imparare a vivere nella gioia, assaporando ogni istante che la vita ci dona.
